Mostra delle Regioni

A forma di stivale!

Come potete riscontrare dall'immagine qui sotto, i padiglioni delle regioni italiane, vennero collocati, sul territorio del comprensorio di Italia 61, nella parte più a ridosso del Po e in modo da riprendere lo stivale d'Italia. In questo modo il visitatore poteva più facilmente orizzontarsi fra un padiglione e l'altro, fra una regione e l'altra.

La stessa vegetazione situata nei pressi nei giardini delle piccole ma bellissime palazzine, era la stessa che era possibile trovare nella regione italiane corrispondenti.

I 20 padiglioni

Trentino Alto Adige
La trasformazione della vita nelle aree alpine. La montagna non puo' essere abbandonata: sviluppo del turismo, della zootecnia e dell'agricoltura specializzata, evoluzione dell'artigianato alla piccola industria. Un problema aperto sul piano economico e sociale.
Il legno: E' la materia prima offerta dalla natura all'uomo artefice.

Friuli Venezia Giulia
La funzione nazionale ed europea della Regione. Roma vi fondo' Aquileia, Venezia vi lascio' indelebili tracce. E' un quadrivio di grandi strade tra l'Italia l'Europa Centrale e la Balcania per scambi fecondi. L'operosa tenacia ela genialita' della sua popolazione.

Veneto
Il governo delle acque. Dal miracolo di Venezia alle opere di bonifica a Portogruaro e di canalizzazione del Garda.
Il senso del colore. La grande tradizione pittorica influenzata dalle condizioni atmosferiche e naturali della Regione e del suo mare

Lombardia
Un tipo di civilta'. Dalle invasioni barbariche ai moti risorgimentali sonomaturate in Lombardia le piu' diverse esperienze. Il trapazzo dall'economia agricola all'attivita' industriale che ora informa di se' la vita nazionale. Ilrigoroso fiorire delle arti.

Piemonte
Il pionerismo industriale. Torino e il Piemonte dopo l'Unita' d'Italia convertono le loro energie all'industria di tutti i settori.
Le vie attraverso le Alpi. I trafori del Frejus e del Sempione e quelli in corso svolgono una funzione economica di primo piano.
La vigna. Costituisce il tradizionale volto agricolo piemontese.

Valle d'Aosta
La vallé porta d'Italia Ricordi storici e tradizioni che testimoniano un carattere originale della Regione mantenutosi tale.
Il parco del Gran Paradiso. La difesa della flora e della fauna, elementi essenziali di cultura.
Le guide alpine. L'esplorazione e lo studio della montagna in un secolo di imprese. Nei protagonisti i caratteri dei valligiani.

Liguria
La terra sul mare. La vita della Liguria e' sul mare, ma lo sfruttamento della terra avviene con un geloso attaccamento.
La navigazione: dalle caravelle alle turbonavi L'antica gloria di Genova continua nel graduale incremento della marineria.

Emilia Romagna
Le città capitali. E' la regione piu' ricca di città che furono capitali e centri insigni di cultura nel Medio Evo e nel Risorgimento.
Le bonifiche e l'industrializzazione agricola La piu' fertile plaga italiana riscattata da opere imponenti.I problemi sociali.

Toscana
La ricchezza del sottosuolo e le sue possibilita' di sviluppo. La Toscana ha le maggiori ricchezze minerarie d'Italia, gia' sfruttate dagli Etruschi: ligniti, marmi, mercurio, salgemma.
L'economia della Regione. Infaticabili progressi nell'agricoltura, commercio, artigianato. Il paesaggio e le strade toscane.

Lazio
Lungo le strade consolari: il Lazio e Roma. L'Urbe emerge come da un "deserto". L'intenso sforzo per colmare il "vuoto".
Le civilta' preromane. Rassegna dei monumenti , personalita' e opere che si affermarono nella vita sociale e culturale romana.

Umbria
Le citta' di provincia: basi economiche e realta' sociali. I centri cittadini sorti nel medioevo a sfondo agricolo e artigianale conservano una fisionomia ben precisa e una vitalita' sommessa, ma sicura.
La ceramica. Un'attivita' artigiana che ebbe origine nel 1000.

Marche
Il vecchio e il nuovo nella terra di Leopardi. La regione che offri0 stupende immagini di poesia al grande recanatese. Evoluzione dalle abitazioni preistoriche agli agglomerati popolari. Dall'antica pesca a sciabica alle moderneflottiglie nell'Oceano Atlantico.

Abruzzo e Molise
Le risorse umane. La terra e' salubre e bella ma non offre risorse per tutti. La Regione nel lungo corso della sua storia ja sempre alimentato correnti migratorie di valide energie. Civilta' e pensiero.

Puglia
Acqua e civilta' in Puglia. Fin dai tempi di Orazio si pose il problema di lottare contro la siccita'. Il coinvolgimento del Sele. La funzione millenaria della Regione come ponte verso l'Oriente.

Campania
La casa e l'albero. Il titolo vuole essere un'immagine sintetica della Campania dove la natura e l'opera antica dell'uomo si fondono. I problemi inerenti al carattere del retroterra. Napoli. Ceramiche e terracotte, antiche e moderne.

Basilicata
I problemi di sviluppo delle comunita' rurali. istituzioni sociali, costumi e riti di un mondo povero e a lungo rassegnato. Le nuove possibilita' ora aperte. Torna la feracita' a Metaponto e Sibari.

Calabria
La lotta dell'uomo per il controllo dell'ambiente naturale. Il tipo umano e la struttura sociale risentono della continua lotta contro le difficolta': l'impeto delle acque e la desolata poverta'.

Sicilia
Gli "strati storici". La popolazione deriva da una commistione etnografica singolare in cui intervennero Fenici, Greci, Romani, Arabi, Normanni, Spagnoli. Il carattere multiformee unitario.
Tradizioni antiche e forme nuove nello sfruttamentodel sottosuolo. Dalle zolfatare ai pozzi petroliferi di Gela.

Sardegna
Dalla civilta' dei nuraghi alle opere della rinascita. Le tradizioni e il dialetto (una vera lingua) testimoniano una civilta' viva e particolarissima. La figura sociale del pastore. Evoluzione in corso.

Padiglione Unitario
I primi cento anni di unita'. E' impostato in cinque periodi corrispondenti a cinque ventenni. Rassegna realistica degli aspetti piu' importanti del Paese e del cammino compiuto verso una vera unità.


I 19 padiglioni della Mostra delle Regioni e il grande Padiglione Unitario (che riassume il cammino percorso dall'Italia negli ultimi cento anni alla ricerca di una vera unità) esprimono forse piu' di tutte le altre mostre di Italia 61 lo spirito che si e' voluto dare alle celebrazioni torinesi. Si e' voluto, cioè, rifuggire da una facile retorica e da un convenzionale folklore per sottolineare con fermo realismo, senza indulgenze, i veri problemi della nostra epoca. La civilta' dell'Italia moderna non e' ancora una civiltà unitaria. Tuttora sussistono - e non soltanto in campo economico - profondissime diversità da regione a regione.

La Mostra delle Regioni ha tenuto conto di questo fatto. Gli ordinatori hanno attribuito ad ogni regione un tema determinato affinché' ogni regione sottolineasse in questa sintesi visiva le sue peculiarità, le sue caratteristiche.

La zona che venne assegnata alla Mostra delle Regioni (di ben 150 mila metri quadrati, un terzo dell'intero comprensorio delle mostre) era la zona di maggiori risorse panoramiche poiché attigua al Po e arricchita da alberi. Ma era la zona più irregolare, occupata da sterpaglie, spesso invasa dalle acque.

I padiglioni vennero progettati in modo da poter superare con rapidità le difficoltà ambientali e offrire una cornice che non soffocasse in alcun modo il quadro simbolico che vi si doveva rinchiudere. Furono perciò concepiti dei padiglioni di linea estremamente sobria: tutto ferro, acciaio, poco cemento, molto vetro. Padiglioni luminosissimi ed estremamente funzionali. E sorsero come d'incanto. Nell'inverno del 1960 ancora rombavano le scavatrici meccaniche tra il fango e la nebbia; in primavera la rassegna era pronta.

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