Per Italia ’61 Torino volle offrire ai visitatori anche un sistema di trasporto speciale, immediatamente riconoscibile e diverso dai normali autobus urbani. Nacquero così i grandi autobus a due piani Viberti CV61, destinati a diventare una delle immagini più caratteristiche dell’Esposizione e, per molti anni, del paesaggio cittadino.
Il Comune di Torino commissionò alla Viberti dodici autobus a due piani, costruiti sulla struttura autoportante Monotral. I veicoli, numerati dal 2001 al 2012 a sottolineare la vocazione futuristica di Italia '61, furono realizzati appositamente per le esigenze dell’Esposizione e destinati alle quattro linee speciali contrassegnate dalla lettera E – Italia ’61.
Anche l’aspetto era volutamente diverso dagli autobus urbani dell’epoca: alla tradizionale livrea verde venne preferita una vistosa combinazione di rosso e crema, che contribuiva a renderli immediatamente riconoscibili.
Durante i sei mesi di Italia ’61 gli autobus a due piani furono utilizzati intensamente e divennero rapidamente popolari tra i visitatori. Affollati di turisti, apparivano frequentemente nelle fotografie, nelle cartoline e nei filmati dedicati alla manifestazione.
Le loro fiancate ospitavano anche messaggi pubblicitari: tra gli sponsor figurava Cinzano, che utilizzò gli spazi laterali del piano superiore. La particolare forma e la vivace colorazione contribuirono a trasformare i CV61 in uno dei simboli visivi del Centenario.
Il progetto della funivia fu curato dall’ingegner Giulio Azzaroli e adottava il sistema di ammorsamento automatico ideato dal professor Ugo Carlevaro. Questo meccanismo consentiva alle cabine di agganciarsi e sganciarsi automaticamente dalla fune nelle stazioni, facilitando le operazioni di salita e discesa dei passeggeri.
Gli “ovetti” furono prodotti dalla Nardi di Modena, azienda specializzata nella costruzione di vetture e componenti per impianti di intrattenimento e trasporto. L’insieme di forma, colore e tecnologia contribuì a dare all’ovovia quell’aspetto futuristico che ben si inseriva nello spirito di Italia ’61.
Terminata Italia ’61, gli autobus continuarono a circolare sulle strade torinesi, soprattutto su servizi particolari e di prestigio. A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta iniziò però il loro progressivo declino e, all’inizio degli anni Ottanta, nessuno dei dodici esemplari risultava più in normale servizio.
Dei veicoli originali sono sopravvissuti il 2002 e il 2006. Il 2002 è stato successivamente restaurato grazie alla collaborazione tra GTT e l’Associazione Torinese Tram Storici (ATTS), tornando sulle strade di Torino in occasione delle celebrazioni per il 150º anniversario dell’Unità d’Italia, cinquant’anni dopo la sua prima apparizione a Italia ’61.