Italia ’61 trasformò Torino in un grande palcoscenico internazionale. Per sei mesi teatri, sale cinematografiche e spazi cittadini ospitarono compagnie, orchestre, balletti, attori e spettacoli provenienti da numerosi Paesi, affiancando alle grandi esposizioni un programma culturale di eccezionale ricchezza.
Il programma degli spettacoli organizzati per Italia ’61 ebbe dimensioni eccezionali. Parteciparono 33 compagnie, furono presentati 42 diversi allestimenti e si tennero complessivamente 198 rappresentazioni, seguite da 142.333 spettatori.
Il cartellone comprendeva prosa, teatro leggero, balletto, lirica, concerti e spettacoli musicali, offrendo al pubblico torinese una stagione culturale difficilmente paragonabile a quelle degli anni precedenti.
A Torino arrivarono alcune delle più importanti compagnie italiane e straniere. Il programma comprendeva il Piccolo Teatro di Milano, la Comédie-Française, l’Old Vic di Londra, il Living Theatre di New York e spettacoli con protagonisti come Vittorio Gassman.
Accanto alla prosa ebbero grande successo produzioni più popolari, tra cui West Side Story, Rinaldo in campo con Domenico Modugno e Delia Scala, e spettacoli di artisti internazionali come Juliette Gréco e Gilbert Bécaud.
Anche musica e danza ebbero uno spazio importante. Si esibirono compagnie come il Ballet Rambert, il London’s Festival Ballet e il Balletto Beriozka di Leningrado.
Il programma musicale comprendeva inoltre concerti della Hallé Orchestra, diretta da Sir John Barbirolli, spettacoli dell’Opera di Stato di Budapest e di Belgrado e la rassegna Jazz in Italy. La varietà delle proposte confermava il carattere internazionale delle celebrazioni.
Il Teatro Carignano e il Teatro Alfieri furono i principali luoghi degli spettacoli. Il primo ospitava soprattutto la prosa, mentre l’Alfieri era destinato prevalentemente agli spettacoli musicali, al teatro leggero e alle produzioni di maggiore richiamo popolare.
In vista del Centenario entrambi i teatri furono anche adeguati alle nuove esigenze del pubblico, dotandoli, tra l’altro, di impianti di aria condizionata. Italia ’61 lasciò quindi tracce anche nelle strutture culturali della città.
Dal 15 al 28 settembre il Teatro Nuovo ospitò la rassegna internazionale Cinema ’61, realizzata insieme al Salone Internazionale della Tecnica. Furono presentati film provenienti da numerosi Paesi, tra cui Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica, Giappone, Polonia e Messico.
Il programma comprendeva opere destinate a diventare classici, come L’année dernière à Marienbad di Alain Resnais, Yojimbo di Akira Kurosawa, Accattone di Pier Paolo Pasolini e Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta.
L’8 e il 9 luglio 1961 il Po divenne protagonista di due grandi feste notturne che portarono lo spettacolo fuori dai padiglioni di Italia ’61 e nel cuore della città.
Lungo le rive furono organizzate balere pubbliche, esibizioni di gruppi folkloristici, orchestre e cori, mentre sul fiume sfilava un corteo di imbarcazioni illuminate. Migliaia di persone si raccolsero sulle sponde per assistere a una manifestazione che univa musica, ballo e spettacolo popolare.
Ad aprire il corteo furono anche i tre battelli di Italia ’61, seguiti da migliaia di lumini colorati lasciati galleggiare sull’acqua. Per due sere il Po divenne così una grande piazza cittadina, parte integrante della festa dell’Esposizione.
Un capitolo a parte meritano gli spettacoli pirotecnici di Italia ’61, pensati per sorprendere il pubblico attraverso il fuoco, la luce e i riflessi sull’acqua.
Fuochi artificiali, fasci luminosi, illuminazioni speciali e giochi di riflessi trasformavano il paesaggio notturno, creando scenografie visibili da grande distanza. Il Po offriva uno scenario ideale: le esplosioni di colore nel cielo si riflettevano sulla superficie del fiume, moltiplicandone l’effetto spettacolare.
Questi spettacoli esprimevano bene lo spirito di Italia ’61: non soltanto mostre e architetture, ma anche meraviglia, tecnologia e spettacolo, capaci di coinvolgere la città ben oltre l’area espositiva.
Teatro, cinema, musica e feste popolari contribuirono a estendere Italia ’61 ben oltre i confini dell’Esposizione. Per sei mesi Torino fu animata quasi quotidianamente da eventi, congressi, raduni e manifestazioni, facendo percepire il Centenario come qualcosa che coinvolgeva l’intera città.
È forse questo uno degli aspetti meno ricordati oggi: Italia ’61 non fu soltanto un luogo da visitare, ma un lungo periodo durante il quale Torino cambiò ritmo, pubblico e atmosfera, assumendo per alcuni mesi una dimensione realmente internazionale.