Il Padiglione del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale era uno degli edifici più riconoscibili del comprensorio di Italia ’61. La sua pianta circolare, sviluppata su due livelli, dialogava visivamente con il vicino Circarama e contribuiva a creare uno degli angoli più caratteristici dell’Esposizione. L’edificio esiste ancora oggi, anche se profondamente trasformato rispetto all’aspetto originario.
Il padiglione si distingueva per la pianta circolare e per un’impostazione architettonica molto diversa da quella dei grandi edifici monumentali del comprensorio. Era una costruzione più contenuta, ma fortemente riconoscibile, inserita in un’area nella quale forme curve e volumi moderni contribuivano all’immagine futuristica di Italia ’61.
La vicinanza con il Circarama accentuava questo effetto: i due edifici, entrambi caratterizzati da forme tondeggianti, costituivano un insieme visivamente molto particolare.
L’edificio era organizzato su due livelli. Al piano terreno trovavano posto gli spazi del Ministero del Lavoro, quelli dedicati all’addestramento professionale e lo stand dell’INAIL.
Il piano superiore ospitava invece numerosi enti assistenziali e previdenziali, tra cui INPS, INAM, INA-Casa e altri organismi collegati al sistema del lavoro e della protezione sociale. Una pubblicazione della Regione Piemonte ricorda che il padiglione illustrava complessivamente l’attività di 23 enti e istituti.
Anche questo edificio, come molte altre costruzioni di Italia ’61, non era destinato necessariamente a scomparire al termine della manifestazione. La struttura in muratura e cemento armato ne consentì infatti il riutilizzo dopo il 1961.
Questo lo distingue da molti padiglioni fieristici tradizionali e conferma ancora una volta come il comprensorio torinese fosse stato concepito con una forte attenzione alla permanenza delle architetture.
Dopo Italia ’61 il padiglione continuò a essere utilizzato e conobbe diverse destinazioni. Tra queste vi fu anche il Museo dell’ENEL, successivamente trasferito a Roma. In seguito l’edificio venne destinato ad attività legate al sistema camerale piemontese.
Oggi la palazzina di via Ventimiglia, pur modificata rispetto all’aspetto del 1961, esiste ancora e ospita il laboratorio chimico della Camera di Commercio. La sua permanenza costituisce un’ulteriore testimonianza di quanto l’architettura di Italia ’61 sia ancora presente nel quartiere.