La Fontana luminosa di Italia ’61 era uno degli elementi scenografici più caratteristici del comprensorio. Acqua, luce e colore si combinavano in uno spettacolo particolarmente suggestivo nelle ore serali, quando i giochi luminosi trasformavano la fontana in uno dei punti più fotografati dell’Esposizione, spesso con la monorotaia o il Palazzo a Vela sullo sfondo.
La fontana non era pensata come semplice elemento ornamentale. Gli zampilli, le variazioni di altezza dell’acqua e l’illuminazione colorata creavano una vera e propria composizione dinamica, particolarmente spettacolare dopo il tramonto.
In un’Esposizione che faceva della modernità e della tecnologia uno dei propri temi principali, anche una fontana diventava quindi parte dello spettacolo e contribuiva all’atmosfera quasi futuristica del comprensorio.
La sera Italia ’61 cambiava volto. Illuminazioni, insegne, padiglioni e attrazioni trasformavano il quartiere in uno scenario completamente diverso da quello diurno.
La Fontana luminosa trovava proprio nelle ore notturne la sua dimensione più spettacolare e divenne uno dei soggetti ricorrenti delle cartoline dell’epoca. Le immagini che la mostrano con il Palazzo a Vela o con la monorotaia sullo sfondo sono ancora oggi tra quelle che meglio restituiscono l’immagine festosa e moderna dell’Esposizione.
La Fontana luminosa di Italia ’61 viene talvolta confusa con un’altra fontana torinese, anch’essa caratterizzata da giochi d’acqua e illuminazione: la Fontana luminosa del Valentino.
Si tratta però di due opere diverse, collocate in luoghi differenti e nate in contesti distinti. Quella di Italia ’61 apparteneva al comprensorio dell’Esposizione del 1961, mentre la Fontana luminosa del Valentino si trova all’interno del parco omonimo.
La somiglianza del nome e la presenza, in entrambi i casi, di giochi di luce e acqua spiegano perché nelle fotografie e nei ricordi le due fontane vengano ancora oggi talvolta confuse.
Dopo decenni di abbandono e degrado, la fontana venne completamente recuperata nell’ambito dei lavori realizzati per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006.
L’intervento riportò temporaneamente in funzione i giochi d’acqua e l’illuminazione, restituendo alla struttura un aspetto vicino a quello originario. Per molti torinesi fu anche l’occasione di riscoprire un elemento di Italia ’61 che nel frattempo era stato quasi dimenticato.
Il rilancio olimpico non ebbe però un seguito duraturo. Negli anni successivi la fontana tornò progressivamente a essere trascurata e, già nel 2022, il vecchio sito ne documentava nuovamente lo stato di abbandono.
La sua vicenda è quindi emblematica di una parte dell’eredità di Italia ’61: un’opera ancora esistente, recuperata in occasione di un grande evento, ma mai realmente reinserita in modo stabile nella vita della città.