Il celebre marchio di Italia ’61, destinato a diventare uno dei simboli più riconoscibili delle celebrazioni torinesi per il Centenario dell’Unità d’Italia, fu realizzato dal grafico Danilo Nubioli.
La sua proposta riuscì a imporsi anche su quella presentata da Armando Testa, già allora uno dei più importanti e innovativi protagonisti della pubblicità italiana. La scelta non era quindi affatto scontata.
Il logo di Nubioli era estremamente semplice ma di grande efficacia: la scritta “Italia 61”, costruita con forme nette e moderne, veniva completata da un piccolo richiamo al tricolore italiano. Secondo quanto ricordato dallo stesso autore, le lettere furono inizialmente ritagliate a mano e disposte sul foglio fino a raggiungere la composizione definitiva.
Quel segno grafico accompagnò manifesti, pubblicazioni, documenti e materiali promozionali delle celebrazioni, contribuendo in modo decisivo a creare un’immagine coordinata immediatamente riconoscibile. Il Museo Nazionale Collezione Salce conserva ancora oggi diversi manifesti ufficiali attribuiti a Nubioli nei quali compare il marchio di Italia ’61.
Nubioli, nato nel 1921 e trasferitosi a Torino, fu un protagonista importante della grafica italiana del dopoguerra. Lavorò nel campo della pubblicità, dell’immagine coordinata e dell’exhibition design, collaborando anche con personalità come Ettore Sottsass e Gio Ponti. Il manifesto di Italia ’61 rimase uno dei suoi lavori più celebri.
Nelle immagini qui riprodotte presentiamo invece due proposte elaborate da Armando Testa che non furono scelte come marchio ufficiale della manifestazione.
Sono particolarmente interessanti perché permettono di confrontare due modi molto diversi di interpretare Italia ’61. Testa ricorreva alla sua caratteristica capacità di trasformare figure e parole in immagini fortemente espressive e immediatamente riconoscibili; Nubioli scelse invece una soluzione più essenziale, geometrica e astratta.
Alla fine fu proprio questa estrema semplicità a prevalere.
A distanza di oltre sessant’anni, il marchio di Nubioli conserva ancora una sorprendente modernità ed è diventato quasi inseparabile dal ricordo stesso dell’Esposizione: bastano quelle poche lettere e il piccolo tricolore per richiamare immediatamente Italia ’61 e la Torino del Centenario.