Nell’agosto del 2006 ricevemmo una singolare email da una lettrice torinese: alcuni anni prima aveva trovato, accanto a un cassonetto della carta, diversi sacchi contenenti documenti relativi all’organizzazione di Italia ’61: articoli di giornale, opuscoli, inviti, lettere e relazioni ufficiali.
Il materiale, probabilmente proveniente dallo sgombero di uno studio, fu così fortunosamente salvato dalla distruzione e successivamente acquisito per il nostro archivio.
Gran parte della documentazione apparteneva con ogni probabilità a una persona direttamente coinvolta nell’organizzazione, in particolare nella Commissione Stampa e Propaganda. Ne fanno parte quotidiani degli anni 1956-1959, carteggi privati, relazioni e comunicazioni interne.
Si tratta di una testimonianza preziosa del lungo lavoro preparatorio che precedette l’Esposizione: emergono ritardi, difficoltà organizzative, problemi di coordinamento, discussioni sui rapporti con la stampa e sulle strategie di promozione, ma anche la consapevolezza della grande importanza dell’appuntamento del 1961.
Una relazione descrive senza mezzi termini uffici sovraccarichi, confusione e lavori svolti continuamente in condizioni di urgenza, chiedendo una più efficace organizzazione. Altri documenti mostrano invece come, già nel 1959, si progettasse una vasta campagna di comunicazione destinata a rappresentanze diplomatiche, giornalisti, enti turistici e agenzie di viaggio.
Queste carte permettono quindi di entrare dietro le quinte di Italia ’61 e dimostrano come l’Esposizione, pur tra molte difficoltà, fu il risultato di anni di progettazione e di un intenso lavoro organizzativo iniziato già nella seconda metà degli anni Cinquanta.