Durante Italia ’61 anche il Po entrò a far parte del sistema dei trasporti dell’Esposizione. Tre motonavi, chiamate Torino, Firenze e Roma in omaggio alle tre capitali d’Italia, collegavano il centro cittadino con la Mostra delle Regioni, offrendo ai visitatori un modo piacevole e inconsueto per raggiungere il comprensorio del Centenario.
Le tre motonavi partivano dai Murazzi del Po, nei pressi di corso Vittorio Emanuele e piazza Vittorio Veneto, e raggiungevano direttamente Italia ’61. Era prevista una fermata intermedia nei pressi del Borgo e Castello Medievale del Valentino, mentre il capolinea si trovava presso il pontile del padiglione della Sardegna, all’interno della Mostra delle Regioni.
I battelli partivano a intervalli di circa venti minuti e ciascuno poteva trasportare 115 passeggeri. Il viaggio durava approssimativamente mezz’ora per tratta e il biglietto costava 100 lire.
Le motonavi erano lunghe circa 22 metri e disponevano di motori Diesel da 130 cavalli. Potevano raggiungere una velocità massima di circa 12 nodi, anche se durante il normale servizio procedevano a una velocità inferiore, adatta alla navigazione sul Po.
Far navigare regolarmente tre imbarcazioni di queste dimensioni sul fiume non fu però semplice. Prima dell’apertura dell’Esposizione fu necessario effettuare un accurato dragaggio del Po, a causa dei banchi di sabbia e delle irregolarità del fondale. Il personale di bordo, proveniente anche dalla navigazione dei laghi Maggiore e di Como, dovette inoltre familiarizzare con le particolari condizioni del fiume torinese.
Il servizio era concepito anche come esperienza turistica. A bordo erano presenti hostess di Italia ’61 e un servizio bar, mentre la navigazione permetteva di osservare Torino e il Valentino da un punto di vista inconsueto. Il Notiziario Italia 61 paragonava questo collegamento ai celebri bateaux-mouches parigini. La linea era inoltre integrata da motoscafi.
I tre battelli parteciparono anche alla vita spettacolare dell’Esposizione. Nelle grandi feste sul Po dell’8 e 9 luglio 1961, aprirono una suggestiva sfilata notturna di imbarcazioni illuminate, mentre sul fiume venivano lasciati galleggiare migliaia di lumini colorati.
Conclusa l’Esposizione, il servizio di navigazione sul Po venne interrotto e le motonavi utilizzate durante il Centenario lasciarono Torino per essere impiegate sui grandi laghi dell’Italia settentrionale.
Il Torino fu trasferito sul lago di Como già nel novembre 1961 e continuò a essere utilizzato per molti anni, venendo successivamente trasformato in mezzo di servizio. Le altre imbarcazioni ebbero anch’esse una seconda vita lontano dal Po.
È un particolare interessante: a differenza di molti altri simboli di Italia ’61, i battelli non furono semplicemente abbandonati dopo la manifestazione, ma continuarono a navigare altrove.