Accanto ai grandi mezzi di trasporto dell’Esposizione, Italia ’61 utilizzò anche veicoli piccoli e agili per gli spostamenti all’interno del comprensorio. Tra questi vi furono alcune particolari Ape Piaggio, appositamente adattate per trasportare i visitatori lungo i viali dell’Esposizione.
Per l’Esposizione del 1961 furono realizzati 20 esemplari di Ape appositamente studiati per il trasporto di due persone. Venivano utilizzati soprattutto lungo i viali alberati del parco e permettevano di muoversi rapidamente tra le diverse zone del comprensorio.
L’idea era perfettamente coerente con lo spirito di Italia ’61: accanto a sistemi spettacolari come monorotaia e ovovia, anche un piccolo mezzo popolare e tipicamente italiano poteva diventare parte dell’esperienza della visita.
A Italia ’61 questa vocazione pratica venne reinterpretata: l’Ape non trasportava merci, ma persone. Le sue dimensioni ridotte e la grande maneggevolezza la rendevano particolarmente adatta a circolare all’interno dell’area espositiva senza interferire con il flusso dei visitatori.
Le Ape svolgevano quindi un servizio molto diverso da quello degli autobus a due piani o dei battelli sul Po. Erano mezzi destinati agli spostamenti individuali o di coppia, utili per percorrere rapidamente le distanze tra padiglioni, attrazioni e giardini.
Insieme alle Fiat 600 Multipla trasformate dalla Ghia e ai piccoli trenini, contribuivano a creare quell’insolito sistema di mobilità interna che fu una delle caratteristiche più curiose dell’Esposizione.
La versione realizzata per Italia ’61 rappresenta oggi una curiosità nella lunga storia del celebre tre ruote Piaggio. Non era il normale veicolo da lavoro che percorreva le strade italiane, ma un allestimento particolare nato per una manifestazione che voleva presentare al pubblico nuove forme di mobilità e un’immagine moderna del Paese.
Proprio per la sua rarità, l’Ape di Italia ’61 è oggi ricordata dagli appassionati di veicoli storici ed è comparsa anche in manifestazioni dedicate alla storia dell’Ape.